Seguire
oggi questo itinerario può sembrare un’impresa
velleitaria. In realtà, anche in contesti
totalmente o parzialmente urbanizzati il “segno”
vince: per chiese e pievi isolate, monasteri, antichi
hospitali, tratti di strade lastricati, ponti, edicole
e Maestà, la strada del pellegrini romei
di mille anni fa riemergere dal palinsesto della
storia, determinando suggestioni, riattualizzando
conoscenze e culture. Tra le tante centinaia di
migliaia di pellegrini in transito lungo la Via
Francigena, alcuni, pochi, ci hanno lasciato un
diario di viaggio. Tra questi l’abate Sigerico da
Canterbury è uno dei più puntuali
cronisti dell’itinerario francigeno che, in un documento
datato 990 e conservato alla British Library di
Londra, suddivise in 79 tappe la via del ritorno
da Roma a Canterbury. Per questa via transitarono,
portati dagli uomini, culture e linguaggi appartenenti
alla più vasta comunità dell’Occidente
Medioevale. |
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