| |
Montefiascone
La regione, in un tempo ancestrale, era tutto un
ribollire di vulcani. La grande caldara di un vulcano
spento è il lago di Bolsena sul quale, dall'alto
dei suoi seicento metri, si affaccia Montefiascone.
Dalla sua rocca, edificata e fortificata nel 1207,
si gode un panorama mozzafiato. E' come se il lago,
le colline fertili piantate a olivi e viti, i monti
azzurrini che cingono la piana costituissero il
compendio naturalistico di un parco ideale. |
Nelle
vie in salita, del periodo rinascimentale restano
palazzetti nobili dai grandi portali bugnati di
peperino, lapidi devozionali incastonate nello scuro
della pietra, piazzette spesso asimmetriche con
al centro una chiesa, piccoli giardini segreti dal
verde intenso e che alle soglie dell'Autunno sembrano
come cristallizzati. Più sommessa, anzi defilata
fuori delle mura cittadine, è San Flaviano, gioiello
architettonico risalente al XII secolo. |
|
Costituito
da due chiese sovrapposte, nell'abside che racchiude
l'urna del martire , vi è lo struggente affresco
di San Flaviano che brandisce il vessillo con la
croce cavalcando il mortuario cavallo bianco. Nel
pavimento della terza cappella vi è la lapide tombale
che ricorda il nobile tedesco Giovanni Fugger che
nel lontano 1110, in viaggio verso Roma al seguito
dell'imperatore Enrico V, volle attraversare la
Tuscia per un suo privato itinerario enologico.
Un fedele servo lo precedeva, incaricato di degustare
i vini che si servivano nelle locande e dando un
punteggio: "Est", ossia qui c'è del vino buono.
Giunti a Montefiascone, il servo lasciò scritto
sulla botte della locanda non uno ma tre punti:
"Est, Est, Est". Ossia, qui c'è un vino che vale
tre volte, insomma il massimo. |
|
|
|
|