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La
colonna con il Marzocco sulla cima ricorda l’anno
1511, anno del ritorno, dopo sedici anni di soggezione
a Siena, di Montepulciano a Firenze ridiventata
medicea, l’anno in cui i poliziani più ricchi
cominciarono a farsi costruire i palazzi dagli architetti
più illustri. Nacquero così opere
del Vignola, dell’Ammannati, Di Antonio da San Gallo,
di Baldassarre Peruzzi. Nasce così il grande tempio
di San Biagio, ad opera di Antonio da San Gallo
il Vecchio, ai piedi del pendio che precipita all'improvviso.
Innalzata fra il 1518 e il 1545, al di fuori delle
mura, San Biagio divenne l'espressione di una popolazione
ancora costretta a vivere, per motivi di sicurezza,
entro il giro delle fortificazioni, ma già in grado
di dominare lo spazio attorno e di viverlo con un
nuovo senso di libertà. Una serie di reperti etruschi
murati ai due lati del Palazzo Bucelli ci ricorda
l'origine etrusca di Montepulciano fondata, guarda
il caso, proprio da quel Porsenna che dette vita
anche al nostro Proceno. |