Orvieto

Arrivati al colmo di un ultimo dosso della strada proveniente dalla Via Cassia, questa cittadina compare all'improvviso, alta sulla sua piattaforma di tufo immersa nel verde circostante. Solo così ci si rende conto subito della sua compatta e ancora così omogenea struttura, del suo colore uniforme e caldo di costruzioni e tetti antichi, dove prevalgono la pietra e il cotto, e di come su tutte si elevi la costruzione del Duomo, quasi sproporzionata e posta da una mano gigante fra le strette vie e piazze medioevali a unico, vero ornamento della città.
Solo dopo questa visione d'insieme si sarà davvero pronti all'emozione di trovarsi quasi d'improvviso davanti all'alta facciata della chiesa. Il Duomo è ricco di cose notevoli, basterebbero gli affreschi di Luca Signorelli, contenuti nella Cappella di San Brizio, che ispirarono Michelangelo per la Cappella Sistina e hanno una potenza, e un segno di tale modernità da lasciare stupefatti. Dopo alcune vele composte nell'ordine da Benozzo Gozzoli, il Beato Angelico e il Perugino, è tra il 1499 e il 1504 che il Signorelli crea le storie dell'Anticristo e il Giudizio Universale e vi riversa uno spirito, una teatralità di composizione, una fisicità altamente drammatici, che ha il suo culmine nella bolgia di corpi dei dannati dell'Inferno e nella sofferta serenità della Resurrezione della carne.