Viterbo

Si cammina nel centro storico di Viterbo ed è come tornare indietro nel tempo, fino ai secoli bui dell’Età di Mezzo, e questo perché la città ha preso forma in quel tempo, quando era contesa tra Papato ed Impero. Ma la storia è molto più lunga; comincia con gli Etruschi, continua con i Romani, i Longobardi, i Franchi, Federico Barbarossa. Basta percorrere il quartiere medioevale di San Pellegrino, straordinariamente integro, con strade e stradine piene di storia e di vita, dove le antiche rimesse e i vecchi magazzini ospitano botteghe d'arte e gli antiquari offrono una bella e ricercata mercanzia.
Torri e profferli sono un'altra caratteristica della città vecchia. Se non c'è bisogno di dilungarsi sulle prime, basta alzare la testa al cielo per ammirarle, i secondi costituiscono una peculiarità dell'architettura viterbese. Il profferlo è una caratteristica scala esterna che conduce ad un balcone sul quale si apre la porta di ingresso della casa: è sorretto da un arco a sesto ribassato e fiancheggiato da un parapetto, spesso lavorato in elegantissime forme geometriche.
Il cuore di San Pellegrino è Piazza San Lorenzo con il Duomo e il Palazzo dei Papi, con l'aerea loggia dalla sette arcate intrecciate e incorniciate con stemmi, dove furono rinchiusi "cum clave", per la prima volta i cardinali affinché eleggessero il nuovo Papa, Gregorio X. Ci vollero 33 mesi e allora i viterbesi, non solo razionarono loro i viveri, ma scoperchiarono addirittura il tetto perché le intemperie spingessero i cardinali alla decisione. Era l'anno 1271. Un antico detto popolare definiva Viterbo "città delle belle donne e delle belle fontane".
Non per niente esiste tuttora il Vicolo Baciadonne, così chiamato perché è impossibile scambiarsi senza almeno sfiorarsi. Quanto alle fontane, ce ne sono circa novanta che decorano strade, piazze, cortili, chiostri, mura e giardini, tutte zampillanti, visto che Viterbo è stata generosamente servita da Madre Natura con oltre venti sorgenti. Si inizia con esemplari risalenti al XII secolo, fino a quelle Rinascimentali quando, grazie a Papi e Cardinali, si ebbe un incremento nella realizzazione di fontane di grande interesse artistico.